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"Stanze" la mostra d'arte al Palazzo Arcivescovile di Groppello - Martesana by Night
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“Stanze” la mostra d’arte al Palazzo Arcivescovile di Groppello

Fino al 9 Ottobre 2016 al Palazzo Arcivescovile di Groppello frazione di Cassano D’Adda, si tiene la mostra d’arte “Stanze”, inaugurata il 27 agosto, e che prende forma da una azione ideale di ritorno della “abitabilità” negli spazi austeri di questa questa storica struttura.

Abitabilità come esperienza ed esercizio minuto, come somma di presenze e di gesti di cura che si condensano nelle forme di storie raccontabili. Ogni stanza del “palazzo”si può rivisitare e riabitare, nella accoglienza per esempio di consuetudini radicalmente sensibili, come quelle della produzione contemporanea di opere dell’arte.
La secolare persistenza di consuetudini d’epoche trascorse si e’ come cristallizzata nella “cubatura poetica” di questi spazi con le cifre contraddittorie di antichi splendori, spogliazioni e disadorni abbandoni. da qui’, il severo involucro architettonico esprime la domanda muta di una abitabilità da ritrovare sotto il segno della cura.
Per la sensibilità poetica degli artisti, questa ideale azione di ritorno ha assunto così l’indirizzo sollecito di gesti simbolici e figurati cui non sono estranei i richiami ad un compito di accudimento. cura del luogo, dello spirito, della socialità, della natura, del gioco e della leggerezza. in una parola: dell’umano.
Non si e’ trattato insomma soltanto dell’ingaggio logistico strutturale con una serie di stanze “storiche”, ma del tentativo variamente composto di immaginare l’avvento di una risposta. Perché la abitabilità di una stanza non è questione diversa e minore di quella del mondo intero.
Ecco allora questa serie di stanze, ognuna caratterizzata dalla presenza artistica di un singolo e singolare autore, occupata non solo dalle sue opere, ma anche dalla evocazione e convocazione della gestualità che le ha volute e messe in atto. Perché gli esiti formali di ogni autentico percorso artistico sono il condensato di un modo singolare di abitare il mondo, di leggerlo, di assumerlo e anche di averne cura. Così, una stanza può ospitare le opere di un artista e in termini figurati, anche le sue giornate di lavoro e gli itinerari del suo pensiero. il suo patrimonio poetico e gli oggetti\soggetti della sua affezione. La traccia insomma, e la sostanza del suo habitus. Ed è proprio qui l’idea da mettere in opera, nella possibilità di rappresentare la parte più densa del proprio percorso (anche prima e dopo le opere, e dunque oltre ad esse) per dare anche a questa la veste formale e festiva di un racconto. Questo racconto non sostituisce l’opera, che conserva la sostanza dello statuto tecnico suo proprio ed è come chiusa nell’atto della sua consegna, e tuttavia la rinforza, facendoci intravvedere il suo luogo sorgivo, il posto della sua scaturigine.
Ogni artista si è occupato dunque di abitare idealmente la propria stanza senza però rinchiudervisi. e così, di una stanza si può fare un rifugio, o un’infermeria, vi si può guarire una ferita, vi si può aver cura dello spirito e farne lo scrigno di deposito dei riti quotidiani che hanno il sapore delle conferme, o delle attese di una più piena cittadinanza, la si può aprire infine all’irruzione vitale della natura ed ai leggeri ritmi del gioco che convocano il mistero del tempo. ne sortisce la definizione di un insieme di ambiti singolari, che hanno tuttavia intrecciato la trama di relazionali mediate, promosse, favorite e provocate dagli spazi del palazzo stesso. una serie di camere delle meraviglie, o installazioni dell’habitus, ambienti di condensa da attraversare con quel giusto grado di ossequio necessario alla registrazione di fecondi segnali di ritorno.

Palazzo Arcivescovile di Groppello
Largo San Carlo
20062 Groppello di Cassano D’Adda (Mi)

Orari di apertura:
venerdì dalle 20 alle 22
sabato dalle 16 alle 22
domenica dalle 10.30 alle 13 e dalle 16 alle 22

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