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Salò: la capitale storica del Lago di Garda

Oggi, più che mai, Salò rappresenta un centro di interesse turistico di primaria importanza, un polo gravitazionale per gli affari economici, commerciali, giuridici ed occupazionali soprattutto in ragione della sua ideale collocazione geografica, nel medio-basso Garda, a ridosso della Valtenesi e alla confluenza della Valsabbia. Ai primissimi posti nella graduatoria dei comuni italiani per reddito e qualità della vita e dei servizi, vanta un ottimo e continuo sviluppo. Il Comune di Salò, impegnato nella promozione del proprio territorio anche attraverso la valorizzazione delle realtà associative locali, organizza nella stagione estiva una serie di appuntamenti e manifestazioni di intrattenimento che vanno dalla musica al teatro, dal cabaret alla danza alle sfilate di moda e ai fuochi artificiali. Infatti,nei mesi estivi sono moltissimi gli eventi e le iniziative organizzate dal comune:
il “Festival internazionale Estate musicale del Garda Gasparo da Salò”, rappresenta un appuntamento che ogni anno celebra il concittadino inventore del violino e che richiama nella nostra città i più celebri musicisti, cantanti e formazioni orchestrali. Tutto ciò mentre, in contemporanea, chiunque può ritagliarsi una vacanza su misura, iscrivendosi a corsi di vela, o abbronzandosi in relax al sole o immergendosi col trekking in una terra incontaminata tutta da scoprire e assaporare. Ma non è tutto: il fascino della Salò rinascimentale rivive ogni giorno dell’anno di un’intensa attività culturale, fatta di rassegne musicali, danze, concerti, mostre d’arte, teatro, cabaret, feste tradizionali che arricchiscono le vacanze o le visite, vissute all’insegna del buon gusto, del buon bere e mangiare, del verde e dell’azzurro, dell’aria pulita. Trascorrere qualche tempo a Salò significa anche scegliere la pace e la tranquillità della collina a pochi minuti dall’animazione, dalla vivacità culturale, dai servizi che solo un grande centro può offrire. Grande richiamo presso i turisti hanno anche alcuni eventi sportivi di rilievo quali il Meeting internazionale di nuoto “Città di Salò”, la Coppa San Geo, la Regata notturna delle Bisse, il Circuito del Garda e il rally Mille Miglia. Da diversi anni una iniziativa di notevole rilevanza è – infine ” Salò in Tavola”, un percorso enogastronomico per le vie del centro cittadino, che prevede la degustazione di raffinati cibi proposti da ristoratori sia gardesani che internazionali con l’accompagnamento di musica classica e jazz suonata dal vivo.

PERCORSI D’ARTE E CULTURA

Il modo più opportuno per una visita al centro storico di Salò (esattamente delimitato dalla Fossa, via Brunati, piazza Carmine, lungolago Giuseppe Zanardelli) è quello di seguire il percorso indicato dalla collocazione delle venti targhe esplicanti origine e denominazione delle contrade del borgo.
Si parte dunque dalla Fossa (piazza Vittorio Emanuele II), previa visita alla vicina chiesa di San Bernardino (iniziata nel 1476) che conserva una pala di Zenon Veronese (1484-dopo 1543) e una tela di Andrea Celesti (da Venezia, 1637-1712); di fronte, il Teatro Comunale (in corso di restauro) costruito come Sociale nel 1873. In Fossa sorge la bella chiesa della Visitazione, iniziata nel 1712 su disegno dell’architetto comasco Antonio Spiazzi (morto verso il 1745), e, nello slargo presso il Banco di Brescia, il vecchio teatro, attivo sino a metà dell’Ottocento (apice in Fossa della contrada dell’Era).
Attraverso l’antica porta dell’Orologio, che assunse tale nome dopo i lavori di ristrutturazione del 1769-1772 per installarvi appunto un orologio, si perviene in piazza Angelo Zanelli (scultore di San Felice del Benaco, 1879-1942, cui si devono gli altorilievi dell’Altare della Patria nel Vittoriano di Roma), nella quale prospetta la casa Bersatti, con finestra serliana, ritenuta la più bella fra quelle cinquecentesche di Salò. Da piazza Angelo Zanelli si scende per via Teatro Vecchio sino a via Cavour e, percorrendo vicolo San Giovanni, si ritorna alla piazza, nella cui estremità verso il centro sorge la chiesa di San Giovanni Battista, risalente probabilmente al sec. VII e totalmente rimaneggiata nel 1727; conserva due tele di Zenon Veronese: Decollazione di San Giovanni Battista e San Martino e le tre Marie.

Si prosegue in via San Carlo, delimitata da bei palazzi del Seicento, e, superata la statua del santo patrono di Salò, si perviene (notare al n. 17 un palazzo con bassorilievi decorativi alle finestre e al n. 3 la casa De Paoli) a piazza Giuseppe Zanardelli, ornata da una statua di Angelo Zanelli che ritrae lo statista. Per la salita Santa Giustina si può raggiungere la via Francesco Calsone, al limite dell’antica muraglia, dalla quale il è visibile il campanile di quella che era la chiesa di Santa Giustina, divenuto ora la torre dell’Osservatorio Meteorologico e Stazione Sismica “Pio Bettoni”, istituito nel 1877 in cui sono conservati strumenti scientifici dell’Ottocento.
Percorso un tratto della via Mattia Butturini, con portali secenteschi, si sale a sinistra per il vicolo Stelle sino alla via di Mezzo che, con i contrafforti che nell’alto l’attraversano, costituisce uno dei punti più caratteristici del centro storico. Si procede a destra e si scende per via Raffaele Conforti sino ad imboccare sulla sinistra il vicolo Amadei (bel palazzetto secentesco con fontana d’angolo), che conduce in piazza Sant’Antonio (chiesa del 1646-tela di G.G. Barbello Cremasco). Al limite meridionale della piazza, oltre via Mattia Butturini, il palazzo della Magnifica Patria, attualmente sede del Municipio sotto la cui Loggia si trova lo IAT (Informazioni Accoglienza Turistica) e, sino alla primavera del 1999, aveva sede il Museo Archeologico Comunale, ora in corso di sistemazione presso Palazzo Coen.
Nella Sala consiliare si conservano l’Archivio d’antico regime del Comune di Salo’ (1431-1805) e l’Archivio della Magnifica Patria (1339-1800). Sul soffitto della sala, vi è una grande tela (1617) di Giovanni Andrea Bertanza (da Padenghe(?) o da Navazzo notizie dal 1604 al 1630), raffigurante Cristo in gloria con i santi Marco e Carlo, angelo reggistemma e il Dio Benaco; nella stessa sala, busto di Gasparo da Salò inventore del violino, opera (1906) di Angelo Zanelli. Di questa scultura, Gabriele D’Annunzio disse: “E’ opera veramente musicale, non ne ricordo altre di scalpello che trasmettano così chiaramente il senso dell’armonia: non si sa se stia aprendo il petto per trarne il violino, o se stia aprendo il violino per mettervi il cuore”. Altre tele di pittori rivieraschi dei secc. XVII-XVIII si conservano in Municipio, il soffitto del cui scalone d’onore è ornato dall’affresco Gloria della Magnifica Patria (1906, recentemente restaurato) del salodiano Angelo Landi (1879-1944).
In piazza della Vittoria, confinante con il Municipio, si erge il monumento ai Caduti, altra opera di Angelo Zanelli. Dalla piazza si imbocca via Gerolamo Fantoni (al n. 27 palazzo cinquecentesco su resti del Trecento) e dalla via Gioachino Scaino si scende a destra in piazza del Duomo. L’antica pieve di Santa Maria (ora Santa Maria Annunziata, guida breve reperibile in sacrestia) fu riedificata nel 1453, nello stesso luogo e in stile tardo gotico (le cappelle delle navate furono imposte da San Carlo Borromeo), su progetto di Filippo delle Vacche da Caravaggio (notizie 1452-1484). Già dal secolo scorso viene denominata Duomo ed è il più insigne monumento della Città; la facciata incompiuta presenta un bel portale rinascimentale; l’interno è ricco di notevoli opere d’arte fra le quali: un polittico di Guglielmo Veneziano (notizie 1333-1362), il Crocifisso ligneo di Giovanni Teutonico (notizie 1449-1481), l’ancona gotica di Bartolomeo di Isola Dovarese (notizie 1473-1479) con le statue lignee del milanese Pietro Bussolo (notizie 1475-1521), tele di Zenon Veronese, Gerolamo Romanino (da Brescia, 1486-156) affreschi di G.B. Trotti (detto il Malosso 1545-1599)), Palma il Giovane (da Venezia, 1544-1628), e Andrea Celesti; l’organo del 1546 è opera del grande organaro bresciano Gian Giacomo Antegnati. Da vicolo del Campanile, frutto questo di successive sopraelevazioni, si ha visione di una bifora cinquecentesca della canonica e si ritorna in via Gerolamo Fantoni.
Al n. 49 si trova palazzo Fantoni, con facciata del sec. XVI, in cui hanno sede l’Ateneo di Salò (diretta continuazione dell’Accademia degli Unanimi istituita nel 1564, archivio ricco di antichi manoscritti, biblioteca preziosa di incunaboli e cinquecentine), il Museo Storico del Nastro Azzurro (museo militare con cimeli dall’epoca napoleonica alla seconda guerra mondiale), la Biblioteca Civica, l’Associazione Storico Archeologica della Riviera. Dallo stesso palazzo si accede al fondaco dell’ospedale settecentesco (ora palazzo Coen) adibito a spazio espositivo e sede della Civica Raccolta del Disegno, istituita nel 1983 e ricca di altre 500 opere dei più importanti autori contemporanei; R.Romani, D.Gnoli, A.Basaldella, F.Francese, A.Boetti, G.Turcato, T.Zancanaro, M.Schifano, P.Dorazio, A.Forgioli, P.Guccione, Guidi, G.Meloni, F.Melotti, P.Pascali, C.pozzati, B.Romagnoli, N.Valentini, C.Verna, M.Soroni, L.Fontana, F.de Pisis. Proseguendo lungo via Gerolamo Fantoni, al n. 86 il Liceo scientifico, in cui fu stanziato un reparto della X MAS, al n. 88 una casa cinquecentesca successivamente rimaneggiata. Usciti dalla porta del Carmine, si volge a destra e si percorre il lungolago sino allo slargo sul quale si affaccia l’abside del Duomo, dove si trova una lapide a ricordo della partenza (da quello che qui era il porto delle Gazzere) di cento Rivieraschi per la guerra contro i Turchi, che portò alla trionfale vittoria di Lepanto (1571).

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