Home / Itinerari di Viaggio / Un Natale magico e romantico a Verona, la città degli innamorati

Un Natale magico e romantico a Verona, la città degli innamorati

Verona, la città degli innamorati patrimonio dell’UNESCO, sotto Natalesi tinge di un’atmosfera ancora più fiabesca: mercatini, mostre di presepi, alberi e villaggio di Natale, spettacolari luminarie, insomma tutti gli ingredienti per fare della città dell’amore la meta ideale per una gita fuoriporta prenatalizia.

L’ingresso della città e tutte le vie del centro storico accolgono il visitatore con centinaia di luci. Le nuove luminarie sono tecnologicamente innovative e a basso consumo energetico, grazie al progetto “Verona si veste di Luce!”.

Piazza Bra si anima con la giostra per i bambini e le molte bancarelle che vendono ogni genere di leccornia. Sullo sfondo il monumento simbolo della città, l’Arena romana, dalla cui sommità parte l’imponente stella cometa che poggia sulla piazza, annunciando, da più di vent’anni a questa parte, l’arrivo del Natale a Verona. La famosa archiscultura in acciaio verniciato è stata disegnata dall’architetto Rinaldo Olivieri. Con i suoi 70 metri di altezza e un peso di 78 tonnellate, per allestirla è stata impiegata la più potente gru presente in Europa. Le sue forme moderne all’inizio suscitarono più di una critica; con gli anni, tuttavia, i veronesi e i turisti hanno imparato ad apprezzare la sua sagoma inconfondibile e ancora originalissima a distanza di più di vent’anni dalla prima installazione, e aspettano con trepidazione di veder spuntare dall’Arena quello che è ormai diventato il simbolo del Natale a Verona, insieme alla tradizionale “Rassegna Internazionale dei presepi nell’Arte e nella Tradizione”, che si svolge nella suggestiva cornice dell’Arena. In questa 29ª edizione sono in esposizione circa 400 esemplari di presepi, provenienti sia dai più importanti musei internazionali che da collezioni private. L’allestimento è realizzato con particolari effetti speciali, che permettono di dare il giusto rilievo ai singoli pezzi; musica, luci e proiezioni contribuiscono inoltre a creare un’atmosfera magica. La mostra è aperta fino al 20 gennaio tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00; l’ingresso è a pagamento.

Per gli amanti dei presepi, fino al 1 gennaio è in programma anche la mostra a ingresso gratuito “Presepi e paesaggi in materiale riciclato”, nella splendida cornice rinascimentale della Loggia di Frà Giocondo in Piazza dei Signori.

La manifestazione, giunta ormai alla 17ª edizione, raccoglie 350 presepi realizzati con materiali di recupero dagli alunni delle scuole di Verona e provincia.Alle scuole coinvolte – d’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado – è stato chiesto di riutilizzare, e quindi reinterpretare, materiale di riciclo, riportando a nuova vita ferro, vetro, cartone, alluminio e plastica, tutti materiali rigorosamente di seconda mano. In questo modo, nelle intenzioni dei promotori, gli studenti hanno modificato il loro approccio al rifiuto, imparando a trasformare lo scarto in una risorsa. I visitatori per la prima volta possono interagire con le opere esposte e votare il proprio presepe preferito.

Dopo i presepi, passiamo all’appuntamento più atteso e amato: quello con i mercatini di Natale. Fino al 26 dicembre la centralissima Piazza dei Signori, che ospita al centro la statua di Dante e su cui si affacciano il Palazzo del Comune e altri stupendi palazzi antichi, si anima con le caratteristiche casette in legno del “Christkindlmarkt“, che ricreano l’atmosfera tipica dei mercatini della Germania, da cui provengono i circa 60 espositori che propongono prodotti tipici tradizionali artigianali, quali addobbi in vetro, legno e ceramica, giocattoli, candele, minerali lavorati, maglioni, cappelli, tante idee regalo nonché specialità gastronomiche, come le salsicce di Norimberga, i crauti, la birra, il vin brulè, i biscotti di panpepato, gli strudel e altri dolci natalizi tradizionali.

I mercatini si estendono anche in Piazza del Tribunale, in via della Costa e nel Cortile del Mercato Vecchio, dove la “Casa di Babbo Natale” attende i più piccoli per la consegna della letterina dei desideri.

Dalla domenica al giovedì i mercatini sono aperti dalle 10.00 alle 21.30, il venerdì, il sabato e i prefestivi dalle 10.00 alle 23.00; il 24 la chiusura è alle ore 17.00, mentre il giorno di Natale l’apertura è alle 15.00.

Da segnalare, infine, per la sua suggestiva posizione, il mercatino degli hobbisti, con tanti prodotti artigianali e tante idee regalo, allestito sul ponte di Castelvecchio, tra i merli della fortezza scaligera e l’Adige che scorre sotto impetuoso.

Imperdibile ovviamente la visita alla città, immersi nella sua atmosfera natalizia.

Con oltre due millenni di storia, Verona è oggi il secondo centro del Veneto, oltre ad essere una frequentata meta turistica internazionale. Deve la sua bellezza anche alle dolci anse dell’Adige che l’attraversano e alle colline che la cingono dal lato settentrionale.

La sua collocazione geografica ne ha favorito il popolamento probabilmente già in epoca reto-etrusca, anche se le prime notizie certe risalgono al IV secolo a.C.

In epoca romana fu un importante entro politico e commerciale, di cui oggi rimangono tracce fastose, dallArenaal teatro Romano, dall’arco dei Gavia  Porta Borsari, dall’area archeologica di Porta Leonia quella degli  scavi Scaligeri.  Quest’ultima zona, situata al centro della città, è divenuta durante il Medioevo la sede del potere politico e amministrativo e in essa si trovano armoniosamente accostate o fuse insieme le vestigia di epoche diverse: dai resti romani ai grandi palazzi del Sette-Ottocento, passando attraverso l’architettura medievale, quella fiorita sotto la signoria degli Scaligeri e quella rinascimentale.
Delle antiche mura della città si conservano ancora cospicue porzioni in ottimo stato.
Se delle due cinte successive erette dai Romani rimane ben poco, le mura comunali tra Castelvecchioe Ponte Aleardi, ricostruite dopo l’inondazione del 1239, sono ancora in ottimo stato. Il perimetro fatto erigere dalla signoria scaligera, concluso nel gennaio 1325, che racchiudeva un’area di 450 ettari, fu sostanzialmente confermato dai Veneziani nel Cinquecento e nell’Ottocento dagli Austriaci, che fecero di Verona una delle quattro città fortificate del quadrilatero. Le porte monumentali, le mura e le fortificazioni testimoniano l’importanza strategica che la città ha sempre avuto nel corso dei secoli.

Ecco i principali luoghi d’interesse che si possono visitare in giornata.

Tappa d’obbligo è l’Arena, che, costruita presumibilmente nella I metà del I secolo d.C., è il monumento più famoso di Verona. È il quarto anfiteatro dopo il Colosseo di Roma, quello di Capua e quello di Milano e, come tutte le costruzioni adibite a spettacoli di lotte tra gladiatori e cacce ad animali feroci ed esotici, è formato da una zona centrale ricoperta di sabbia (da qui l’origine del nome del complesso) ed una parte che la circonda, formata da una cavea a gradinate. Queste due parti erano separate tra loro da un alto podio sul quale s’installavano delle reti protettive perché gli spettatori restassero incolumi, soprattutto durante gli spettacoli di caccia.

La sua forma ellittica era stata concepita sia per poter contenere quanti più spettatori possibile (30 mila) sia perché ci fosse spazio sufficiente di movimento per chi si esibiva.

Dell’anello esterno oggi è rimasto solo un breve tratto, a causa dell’utilizzo durante i secoli del monumento come cava di pietre.

Il prospetto esterno è formato da blocchi di pietra calcarea della Valpolicella combinati con bugnato bianco e rosato.

Dopo il periodo romano, il complesso ha svolto diverse funzioni. Già dal Medioevo, gli arcovoli esterni erano proprietà del Comune e l’interno era adibito a giostre e tornei; nel corso dei secoli gli arcovoli sono stati adibiti a vari usi, anche per relegarci le prostitute della città e, fino al XIX secolo, per ospitare botteghe artigianali.

Lo spazio interno serviva per amministrare la giustizia, poi come palco per feste e intrattenimenti di vario genere. A partire dal 1913, anno della prima rappresentazione dell’Aida di Verdi, l’Arena è diventata il palco della stagione lirica estiva.

L’ingresso all’anfiteatro è a pagamento; la prima domenica del mese da ottobre a maggio il costo è solo di un euro.

Altro luogo simbolo della città è la Casa di Giulietta, l’innamorata più famosa al mondo, situata in via Cappello, a poca distanza dalla centrale piazza delle Erbe.

L’edificio, risalente al XIII secolo, fu a lungo proprietà della famiglia Cappello, il cui stemma è scolpito sull’arco interno del cortile. L’identificazione dei Cappello con i Capuleti ha dato origine alla convinzione che lì sorgesse la casa di Giulietta, eroina della tragedia di Shakespeare. Sono esistite effettivamente due famiglie di nome Montecchi e Capuleti (il nome esatto è però Cappelletti). Si ha conoscenza della presenza dei Cappelletti fin dagli anni della permanenza di Dante a Verona.I Montecchi, importanti mercanti ghibellini veronesi, furono veramente coinvolti in lotte sanguinose per il controllo del potere, anche se non si hanno notizie di rivalità con i Cappelletti.

L’edificio presenta una bella facciata interna in mattoni a vista, un portale in stile gotico, finestre trilobate, una balaustra che mette in comunicazione dall’esterno i vari corpi della casa e il celeberrimo balcone.

L’andito che dà accesso al cortile è interamente ricoperto di graffiti e biglietti d’amore lasciati dai molti visitatori.

Nel 2014 è stata collocata nel cortile una copia della statua in bronzo dell’eroina della tragedia di Shakespeare. Si tratta della riproduzione eseguita a regola d’arte dell’originale, realizzato nel 1969 dallo scultore Nereo Costantini. La scultura originale era stata infatti rovinata da decenni di contatti dei visitatori con la superficie in bronzo, specie a causa della credenza che porti fortuna toccare il seno destro di Giulietta. La statua originale, con un foro aperto sul seno, è ora esposta nell’atrio interno della casa-museo.

La dimora medievale, restaurata pittorescamente da Antonio Avena a metà degli anni ’30, è stata nel recente passato adibita a mostre temporanee. Dall’estate 2015 fa da scenografia per alcune delle parti principali dello spettacolo itinerante Romeo e Giulietta (vi vengono recitate le famose scene del ballo e del balcone). È inoltre una delle suggestive sedi che la città mette a disposizione degli sposi per la celebrazione del loro matrimonio.

Piazza delle Erbe ricalca l’impianto dell’antico Foro Romano e per secoli è stata il centro della vita politica ed economica della città. Vi si trovano la colonna del mercato (1401), voluta da Gian Galeazzo Visconti per esporre le insegne della sua signoria; la berlina o capitello, un baldacchino in marmo a pianta quadrata esistente dal XII secolo, sotto cui sedevano i podestà durante la cerimonia d’insediamento; la fontana di Madonna Verona (fatta erigere nel 1368 da Cansignorio) e la colonna di San Marco, datata 1523, in marmo bianco, sulla cui sommità fu issato il leone, simbolo della Repubblica di Venezia.

La piazza è incorniciata da palazzi ed edifici che hanno segnato la storia di Verona: la Domus Mercatorum (Casa dei Mercanti), la Torre Del Gardello, merlata e in mattoni, fatta erigere da Cansignorio nel 1370 per collocarvi il più antico orologio a campana di Verona;
Palazzo Maffei, imponente edificio del 1668 in forme tardo-barocche;
le cinquecentesche Case Dei Mazzanti e il neoclassico del Palazzo della Ragione o del Comune.

Originata dallo sviluppo dei palazzi in cui si decideva la vita politica e amministrativa, soprattutto nel periodo scaligero, Piazza dei Signori è circondata da edifici monumentali, collegati fra loro da portici e arcate. Al suo centro si trova il monumento a Dante (1865), statua di tre metri in marmo bianco di Carrara, eretta in occasione delle celebrazioni del sesto centenario della nascita del poeta, che presso la corte di Cangrande trovò il suo primo rifugio dopo l’esilio da Firenze.

Passando sotto l’Arco della Costa, a sinistra si può ammirare la facciata della Domus Nova, che fu sede prima del Podestà e dei Consigli minori, poi (dal XV sec.) abitazione dei giudici veneziani.

Proseguendo lungo il perimetro della piazza, in senso orario, ammiriamo la rinascimentale Loggia del Consiglio,quindi il Palazzo degli Scaligeri, che furono Signori di Verona dal 1260 al 1387. Il palazzo è ora sede della Prefettura e della Provincia. Dalla piazza si scorge Santa Maria Antica, cappella privata del palazzo; nel cortile di questa piccola chiesa romanica si innalzano le Arche Scaligere, suggestivo complesso funerario, esempio dell’architettura e della scultura gotica in Italia, dove trovano sepoltura alcuni rappresentanti dei della Scala come Cangrande e Cansignorio.

 

Segue il Palazzo del Capitanio, altro palazzo scaligero, dalla caratteristica torre angolare che domina la piazza, collegata da un arco che sovrasta una strada di epoca romana al Palazzo della Ragione o del Comune. Dall’arco si accede al cortile del Mercato Vecchio, con la splendida scala gotica a due rampe, detta Scala della Ragione. Sulla destra si trova invece l’accesso alla Torre dei Lamberti, da cui ammirare un suggestivo panorama della città.

Imperdibile, per la romantica vista che si gode da qui sulle colline e sul fiume Adige, la passeggiata sul Ponte Pietra, l’unico rimasto di epoca romana. Costruito a cavallo dell’Adige, forse prima dell’89 a. C., nei secoli ha subito numerosi crolli, ricostruzioni e restauri.

Il ponte attuale è a cinque arcate. Le prime due a sinistra sono romane, mentre le due arcate al centro risalgono probabilmente al 1520.

Tra i numerosi e degni di nota edifici religiosi, segnaliamo almeno il Duomo, la Basilica di Sant’Anastasia e quella di San Zeno.

Dedicata a Santa Maria Assunta, la cattedrale più che un singolo edificio risulta essere un complesso architettonico articolato, di cui fanno parte San Giovanni in Fonte, Santa Elena, il chiostro dei Canonici, la biblioteca Capitolare, il museo Canonicale, l’antistante piazza e il Vescovado.

La basilica di Sant’Anastasia, ricca di opere d’arte, è la più grande chiesa veronese e il più rilevante monumento gotico della città.

Raggiungibile con una bella passeggiata, la basilica di San Zeno è senza dubbio una delle più belle chiese romaniche esistenti in Italia. L’intenso cromatismo è dato dall’impiego della pietra di tufo usata da sola o alternata ai mattoni.

L’origine del primitivo nucleo di San Zeno è da ricondurre alla chiesa e al cenobio eretti nell’area cimiteriale romana e paleocristiana vicina alla Via Gallica, sorti sul luogo di sepoltura del Vescovo Zenoper conservarne la memoria e le reliquie. San Zeno, di origine africana, fu l’ottavo vescovo di Verona (362-380 circa) e convertì la città al cristianesimo.

Il primitivo nucleo subì nel VI secolo dei rifacimenti. Con l’espandersi del culto del Santo, fra l’805 e l’806, venne realizzata una basilica più vasta con annesso monastero, consacrata nell’806. Alla fine dell’XI secolo la Chiesa fu oggetto di un grande ampliamento e rinnovamento; altri importanti interventi si susseguirono nei secoli XII, XIV e XIX.

All’interno della basilica è conservata la celebre “Pala di San Zeno” di Andrea Mantegna (1457-59).

Imponente nella sua funzione difensiva è Castelvecchio, il maniero voluto da Cangrande II della Scala e costruito negli anni 1354-56 su preesistenti fortificazioni, con funzione di residenza signorile e allo stesso tempo di presidio difensivo. Il castello presenta due nuclei: quello di destra racchiude il cortile maggiore, con la piazza d’armi, mentre quello di sinistra era la vera e propria reggia scaligera. Al centro, l’alta Torre del Mastio (1376), da cui si accede al ponte Scaligero sull’Adige.

Dopo la caduta degli Scaligeri, fu utilizzato come deposito d’armi dai veneziani e nel Settecento ospitò l’”Accademia Militare della Serenissima”; in seguito, sotto il dominio francese e quello austriaco, venne utilizzato come caserma. Tra il 1923 e il 1926 fu avviato un radicale restauro,che ne smantellò i caratteri militari e ripristinò le merlature e le coperture delle torri (eliminate in epoca napoleonica). Nel 1928 il maniero è diventato una sede museale, che ospita tuttora importanti collezioni di arte medievale, rinascimentale e moderna.

Infine, per gli amanti delle mostre, anche in questo periodo la città ne ospita due di rilievo: “all’Arena Museo Opera”, fino al 12 marzo, “Picasso. Figure (1906-1971)” esibisce 91 opere di pittura, scultura e arti grafiche, concesse in prestito dal “Musée national Picasso” di Parigi, che creano un percorso capace di raccontare la metamorfosi a cui l’artista sottopose la rappresentazione del corpo umano;mentre al Palazzo della Guardia, fino al 5 marzo, “Maya. Il linguaggio della bellezza”presenta oltre 250 reperti che danno al visitatore la possibilità di esplorare nuovi interessanti aspetti di una delle civiltà più affascinanti dell’America precolombiana, soffermandosi sulla concezione della bellezza nella sua arte e nella sua cultura.

a cura di Serena Perego

Commenti

commenti

Vedi Anche

valle d_aosta castelli

I favolosi castelli della Valle d’Aosta, un itinerario da non perdere!

La Valle d’Aosta è una regione ricca di affascinanti castelli data la posizione favorevole di confine, ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *