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Expo Milano 2015
Inaugurazione Expo Milano

Expo 2015: cosa gustare al giusto prezzo

Forse non tutti sanno che l’acqua a Expo 2015 è gratis, questo è dovuto all’accordo con il Gruppo Cap incaricato della progettazione e realizzazione degli «erogatori» che sono presenti sul sito per un totale di 132 rubinetti (66 ad acqua liscia e altrettanti ad acqua frizzante) da cui fluiscono fino a 230 mila litri al giorno, che vuol dire 40 milioni di litri d’acqua nei sei mesi dell’Esposizione, il tutto senza obbligo di avere con sé una borraccia per mettercela dentro perché la si potrà anche bere come da una normale fontanella. Col risparmio di bottigliette, bicchieri e plastica varia che si può immaginare.

Ma quanto costa, davvero, questo giro del mondo gastronomico in 140 Paesi? Partiamo dai sapori nostrani, quelli dei 20 spazi regionali di Eataly. Per una tappa in Liguria con trofie al pesto si spendono 12 euro, un fritto misto 14 e il risotto cacio e pepe alla lombarda 13. Pochi passi e siamo in Spagna. Impossibile non cedere alla tentazione delle tapas . Per degustare il prosciutto iberico seduti si pagano 35 euro, 12 per una tortilla (tre fettine) di patate 12. Una paella, invece, costa 16 euro. In Messico promettono di far scoprire i veri sapori della loro cucina. “Offriamo qualità e non a caro prezzo: lo scontrino medio si aggira sui 25 euro”, dicono

Expo Milano - Thai Pad - il fritto Thailandese
Thai Pad – il fritto Thailandese

Il nostro tour tra gli stand dell’Expo inizia dal fastfood Thailandese con il “pad thai” letteralmente «fritto alla thailandese» è un piatto composto da spaghetti di riso saltati in padella con uova, salsa di pesce, succo di tamarindo, peperoncino, più varie combinazioni di germogli di soia, gamberetti, pollo o tofu, guarniti con arachidi tostate sbriciolate e coriandolo.  Il Pad Thai è uno dei piatti della cucina tailandesi più conosciuti e apprezzati, per la ricchezza di sapori e profumi che sprigiona a ogni boccone. Di fianco all’ingresso dell’allestimento, è anche possibile comprare tutti i prodotti tipici del Paese, più che un ristorante è un supermercato.

Il padiglione dell’Angola è uno dei padiglioni più alti di Expo 2015 ed è solamente salendo all’ultimo piano che, dalla terrazza, si può godere una vista panoramica su tutta la manifestazione. Proprio in questa location si posiziona il ristorante dell’Angola, dove una gentilissima signorina che parla italiano accoglie il visitatore, introducendo un menù dai sapori africani: si parte con una galletta di patate con il salmone a 8 euro, oppure con una crêpe di melanzane e gamberetti a 9 euro, per poi tuffarsi in un pesce spada «angolano» al cartoccio per 14 euro. Per finire, una trilogia di mousse tropicale a 6 euro dovrebbe rinfrescare il visitatore che – nonostante le tende bianche – sotto il sole della terrazza potrebbe finire per trovarsi in un bagno di sudore.

Brasile Expo Milano
Expo 2015 – Brasile

Il cuore pulsante del Padiglione del Brasile è una rete interattiva che collega i tre piani. Camminando sulla rete sospesa, i visitatori interagiscono con l’ambiente circostante: dei sensori, infatti, rilevano i movimenti trasferendo impulsi che modificano il suono e la luce circostante. La visita inizia da un’area aperta (Green Gallery), con ortaggi, piante, fiori e frutti accompagnati da tavoli interattivi, che offrono giochi e informazioni sulle etnie del Brasile. Una rampa porta al primo piano, dove una proiezione guida i visitatori. Al secondo piano, un’altra proiezione su uno schermo trasparente mostra un video che si attiva grazie ai sensori di prossimità. Per quanto riguarda il cibo, per un menù completo churrascaria ci vogliono 45 euro. Presto, però, arriverà un menù aperitivo meno caro, almeno così ci viene detto.

Le tradizioni coreane, dove ci si può limitare a un involtino con piadina e verdure a 6 euro. Ma per un’insalata di manzo con cetrioli e champignon e cipolla bielorussa si devono mettere in conto 14 euro, per un arroz de marisco nello spazio dell’Angola 16. E, per arrivare ai sapori dell’Uruguay, ecco gli antipasti da 9 a 15 euro e la griglia da 5 a 36. Il top, a Expo, sono i menù degustazioni di Identità golose: ogni settimana uno chef stellato  –  l’avvio con Massimo Bottura  –  diverso, ma lo stesso prezzo: 75 a pranzo bevande incluse. Non da tutti. E allora si parte alla ricerca dei chioschi, per ora un po’ defilati. Perché in fondo mangiare con non troppo si può. È quello che hanno fatto Lorenzo ed Ekaterina: “Per due studenti Expo costa troppo: 29 euro il biglietto, 5 euro la metropolitana e poi c’è da mangiare”. E così sono andati in uno degli spazi comuni: 10 euro per toast, patate e bibita. Se ci si accontenta di un panino con il salame e di una bibita si può chiudere la pratica pranzo con 5 euro. Nei tipici food truck degli Stati Uniti, un sandwich con i gamberetti, un sacchetto di patatine e una bottiglietta d’acqua costa 15 euro. Allo stand dell’Emilia i primi piatti si pagano 9 euro, mezzo Lambrusco 7,50. Alla boulangerie francese, si può uscirne con 5 euro (” croque baguette “, ma toccare il ristorante è un’altra storia).

 

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